
Questa è la prima cosa che viene in mente, ripensando alla presentazione del documento “Primi elementi per il nuovo piano della Logistica”, 28 luglio del 2010.
Questa iniziativa voluta fortemente dal Sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino, potrebbe sfociare finalmente in una legge quadro che avvia un processo positivo anche per l’Italia sul tema della logistica, la logistica intesa come un insieme che va sostenuto, indirizzato, costruito.
Questo gli altri Paesi nostri competitori lo hanno fatto da molti anni, con risultati spesso positivi. Laddove è stato avviata la costruzione di una logistica integrata, si sono attratti traffici, aumentando la competitività e anche l’occupazione. Si può eccepire che in questo Paesi c’è una minore frammentazione delle competenze, che i vari attori collaborano di più, che hanno una minore esposizione di debito pubblico, che hanno un sistema infrastrutturale forte costruito nel tempo e tanti altri motivi.
Ma è anche vero che loro non hanno 7458 km di coste, con una piattaforma naturale nel mar Mediterraneo, che resta (grazie al canale di Suez) un mare di traffici intercontinentali. Se poi immaginiamo che possiamo avere due funzioni fondamentali, quella di porta del grande mercato dei cittadini europei e quella di cerniera con gli emergenti stati del Nord Africa e del Medio Oriente.
Quindi da un lato siamo sulle grandi direttrici est/ovest e possiamo attrarre traffici che vengono da quelle zone che come tutti sappiamo sono di grande sviluppo e in cerca di mercati. Dall’altro possiamo essere partner dei paesi emergenti del Mediterraneo, facendolo prima di altri. E’ giunto il momento di fare scelta, la scelta non puo essere che quella di proporci come paese che offre servizi di logistica competitivi, che vuole essere il corridoio privilegiato per raggiungere il centro/europa. Per fare questo dobbiamo immaginare di mettere in rete il sistema dei porti e degli interporti che possano proporsi secondo le loro vocazioni, far dialogare il sistema del trasporto terrestre, rafforzare ferrovie e infrastrutture. E’ un libro dei sogni? Forse. Ma forse è solo una buona legge di sistema. Speriamo che chi ha cominciato non si fermi.



